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Blogger di guerraUn weblog collettivo per parlare della guerra, di tutte le guerre.
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mercoledì, novembre 18, 2009 |
U.S. Citizens for Peace & Justice - Rome info@peaceandjustice.it www.peaceandjustice.it --------- La situazione di Mohammad Othman va peggiorando -- detenuto da oltre sette settimane senza capi d'accusa e nessun contatto con i suoi avvocati dal 2 novembre. Parte una seconda mail a valanga per esigere il suo immediato e incondizionato rilascio: http://www.actionforpeace.org/index.php/othman.html Sono passate ormai più di sette settimane da quando l'attivista palestinese Mohammad Othman è stato arrestato rientrando nella Cisgiordania da un viaggio in Norvegia. Mohammad, attivo nei movimenti nonviolenti contro il Muro dell'Apartheid e la campagna di Boicottaggio, Sanzioni e Disinvestimento (BDS), si trova ancora detenuto, in isolamento e senza sapere il motivo del fermo. E dal 2 novembre non gli è consentito incontrarsi con i suoi avvocati! Fai sentire la tua voce, ancora una volta, per Mohammad e per il diritto al dissenso e la libertà di espressione! http://www.actionforpeace.org/index.php/othman.html Action for Peace http://www.actionforpeace.org/ info@actionforpeace.org <mailto:info@actionforpeace.org> posted by stigli | 17:15 | commenti |
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martedì, novembre 17, 2009 |
"Libertà come bene supremo" e workshop con il regista EYAL SIVAN a Rimini Eyal Sivan ritira il suo ultimo film dal festival di Parigi in segno di opposizione alla politica israeliana di apartheid Post aggiunto da Zeitun il 28 Ottobre 2009 alle 0:00 Mme. Laurence Briot & Mme. Chantal Gabriel Londra 6 Ottobre 2009 Care Laurence Briot e Chantal Gabriel Vi scrivo in seguito alla richiesta che avete indirizzato ai miei produttori, Trabelsi e Eskenazi, di programmare il mio ultimo film "Jaffa, La meccanica dell’arancia" nella retrospettiva 'Tel-Aviv, il Paradosso' da voi organizzata il mese prossimo al Forum des Images, nel quadro della celebrazione del centenario della città di Tel-Aviv. La politica razzista e fascista del governo israeliano e il silenzio complice della maggior parte dei suoi ambienti culturali durante la recente carneficina operata a Gaza come di fronte alla continua occupazione, alle violazioni dei diritti umani e alle molteplici discriminazioni nei confronti dei Palestinesi sotto occupazione o dei cittadini palestinesi dello Stato israeliano – tutte queste ragioni giustificano il mio mantenere le distanze rispetto ad ogni avvenimento che potrebbe essere interpretato come una celebrazione del successo culturale in Israele o una garanzia della normalità del modo di vivere israeliano. Poiché la vostra retrospettiva fa parte della campagna internazionale di celebrazione del centenario di Tel-Aviv e gode, a questo titolo, del sostegno del governo israeliano, non posso che declinare il vostro invito. D’altra parte, considerando gli attacchi offensivi, umilianti e continui di cui il mio lavoro è oggetto, in Francia come in Israele, e i rarissimi israeliani che si sono espressi per difendermi e manifestare la loro sincera solidarietà (non tengo conto delle dichiarazioni di principio in favore del privilegio egemonico della "libertà d'espressione"), non mi è possibile sentirmi solidale con un tale gruppo. Non posso essere associato ad una retrospettiva che celebra artisti e cineasti che godono dì una posizione di privilegio assoluto e di una totale immunità, ma che hanno scelto di tacere quando crimini di guerra venivano commessi in Libano o a Gaza e che continuano ad evitare di esprimersi chiaramente sulla brutale repressione della popolazione palestinese, sul blocco di 3 anni e la chiusura di oltre un milione di persone nella Striscia di Gaza. Anche se il vostro invito aveva suscitato in me qualche esitazione, questa è stata spazzata via dalla lettura, una quindicina di giorni fa, di un articolo firmato da Ariel Schweitzer, l'organizzatore della vostra retrospettiva, e pubblicato su Le Monde. In quest’articolo, che si oppone al boicottaggio culturale dell’establishment israeliano, egli dichiara: “Delle male lingue diranno che questa politica culturale serve da alibi, mirando a dare del paese l'immagine di una democrazia illuminata, una posizione che maschera il suo vero atteggiamento repressivo verso i Palestinesi. Ammettiamolo. Ma io preferisco francamente questa politica culturale alla situazione esistente in molti paesi della regione dove non si possono proprio fare film politici e certo non con l’aiuto dello Stato”. Su questo punto, devo ringraziare il vostro organizzatore M. Schweitzer per la sua ingenua sincerità e per le sue argomentazioni settarie che mi hanno permesso di articolare le ragioni per cui preferisco mantenere la distanza rispetto alla vostra retrospettiva e ad altri eventi simili. Infatti, come conferma M. Schweitzer, si tratta, in effetti, di celebrazioni della politica culturale israeliana e di una difesa dell'ideologia del ‘male minore’. Sia la mia storia e la mia tradizione ebraiche che le mie convinzioni e la mia etica personali mi obbligano, nelle circostanze politiche attuali – mentre le autorità delle democrazie occidentali e le loro intellighenzie hanno fatto la scelta di stare al fianco della politica criminale israeliana – a oppormi pubblicamente con questo atto fermo e non-violento all'attuale regime di apartheid che esiste oggi in Israele. Termino riprendendo le parole del mio collega ed amico, il famoso regista palestinese Michel Khleifi, che non cessa di ricordarci che la sfida che dobbiamo affrontare, in quanto artisti e intellettuali, è quella di proseguire i nostri lavori non GRAZIE alla democrazia israeliana, ma MALGRADO essa. Per questo, sempre in modo non-violento, continuerò a oppormi, e a incitare i miei colleghi a fare lo stesso, contro il regime israeliano di apartheid e contro il "trattamento speciale" riservato nelle democrazie occidentali alla cultura israeliana ufficiale di opposizione. posted by stigli | 10:48 | commenti |
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lunedì, novembre 16, 2009 |
U.S. Citizens for Peace & Justice -Rome info@peaceandjustice.it www.peaceandjustice.it Gaza Freedom March 28 dicembre - 4 gennaio C'è ancora posto sul volo di gruppo per il Cairo! Prenotate subito! La marcia a Gaza promette di essere un evento storico! Arriveranno centinaia e centinaia di attivisti provenienti da più di 35 paesi. A Gaza, la società civile si sta mobilitando e stima la partecipazione in decine di migliaia di palestinesi. Dall'Italia partecipiamo insieme a Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento europeo, nella delegazione ECCP (Coordinamento europeo per la Palestina). Tutte e tutti insieme per dire che l'assedio di Gaza deve finire! Per chi non ha prenotato il volo, c'è ancora tempo per farlo sul volo di gruppo con partenza da Roma Fiumicino oppure Milano Malpensa il 28 dicembre e rientro il 4 gennaio. La tariffa è di Euro 544,00 (spese e tasse incluse). Maggiori informazioni sul sito: http://www.actionforpeace.org/gfm-eccp.html Vi preghiamo di comunicarci immediatamente i nomi di coloro che sono interessati a questo volo e la città di partenza: europa.marciapergaza@gmail.com Rimane sempre l'opzione di organizzare il proprio volo al Cairo, tenendo conto delle date indicate sul sito: http://www.actionforpeace.org/gfm-eccp.html Unisciti a noi! È ora di far sapere a tutto il mondo che Gaza non è sola. Per maggiori informazioni o adesioni: europa.marciapergaza@gmail.com 333 11 03 510 http://www.actionforpeace.org/gfm-eccp.html Prime adesioni dall'Italia: Action for Peace Associazione per la pace Berretti bianchi ONLUS Coordinamento Nord Sud del Mondo Donne in nero FIOM-CGIL Gazzella Onlus IPRI-Rete corpi civili di pace APS Servizio Civile Internazionale Italia Un ponte per... U.S. Citizens for Peace & Justice - Rome posted by stigli | 21:27 | commenti |
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mercoledì, novembre 04, 2009 |
IV novembre - festa della vittoria Non far la nanna cocco bello perché dura 'sto macello. posted by stigli | 12:39 | commenti |
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martedì, novembre 03, 2009 |
Con preghiera di massima diffusione, U.S. Citizens for Peace and Justice - Rome info@peaceandjustice.it www.peaceandjustice.it
COMUNICATO STAMPA del Patto Permanente contro la Guerra
MERCOLEDI 4 NOVEMBRE GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE CONTRO LA GUERRA, PER IL RITIRO DELLE TRUPPE DALL’AFGHANISTAN E IL TAGLIO DELLE SPESE MILITARI. INIZIATIVE si svolgeranno a TORINO, GENOVA, NOVARA, VICENZA, TRIESTE, BOLOGNA, FIRENZE, PISA, LIVORNO, ROMA, TARANTO, NAPOLI, CATANIA.
A ROMA, DALLE ORE 15.00 ALLE 19 INIZIATIVA A PIAZZA NAVONA CON PRESIDIO INFORMATIVO, COMIZI VOLANTI, VOLANTINAGGIO, MOSTRE MUSICA E PAROLE (partecipano Un ponte per..., Statunitensi per la pace e la giustizia, le reti Disarmiamoli e Semprecontrolaguerra e le organizzazioni del Patto permanente controlaguerra)
Il consiglio dei ministri ha appena votato il rifinanziamento delle missioni militari all’estero compresa quella dell’Afghanistan, e il ministro della guerra La Russa prevede che le truppe italiane resteranno in Afghanistan per altri 5 anni. A otto anni dall’inizio dei bombardamenti su Kabul, la resistenza all’occupazione si è notevolmente rafforzata mettendo in crisi gli obiettivi politici e militari della Nato e delle potenze occidentali alleate degli Usa. Le recenti elezioni presidenziali si sono rivelate una farsa con un milione di schede annullate su 5 milioni di votanti, e la commedia del voto continuerà con il ballottaggio tra Karzai e Abdullah fissato per il 7 novembre prossimo. Intanto sono circa 40.000 i morti civili che nessuno commemora, e dal 2001 ad oggi c’è stata una progressiva crescita, anno dopo anno, dei soldati stranieri morti. Nell’opinione pubblica internazionale è cresciuta la convinzione che la cosa giusta da fare è porre fine alla guerra.
Il 4 Novembre – festa delle forze armate e della retorica militarista – giornata di mobilitazione nazionale per il ritiro delle truppe dall’Afghanistan, il taglio delle spese militari, per non dimenticare le centinaia di migliaia di civili ignoti morti in Afghanistan, Iraq, Palestina, effetti non collaterali della guerra di cui siamo complici.
Patto Permanente contro la Guerra info: Roberto Luchetti (3381028120); Nella Ginatempo (3772110687) posted by stigli | 00:19 | commenti |
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domenica, novembre 01, 2009 |
Cittadini statunitensi per la pace e la giustizia e Un ponte per...invitano ad un incontro per sapere di più sulla base militare statunitense più strategica e più segreta del pianeta: L'isola della vergogna DIEGO GARCIA: La base militare statunitense più strategica e più segreta del pianeta Incontro con il professore David Vine, autore del libro "Island of Shame: The Secret History of the U.S. Military Base on Diego Garcia" 11 novembre 2009 ore 18.00 Roma, Casa dei Diritti via dei Mille, 6 (zona Stazione Termini) Al centro dell'Oceano Indiano, 1600 km dalla terraferma, la base statunitense di Diego Garcia rappresenta un punto strategico per le guerre in Iraq e Afghanistan, per la rete dei "siti neri" della CIA e per il dominio delle risorse petrolifere mediorientali. Ma la piccola isola, un resto dell'impero britannico, ha una storia triste e poco conosciuta. Negli anni '60 e '70, i governi statunitense e britannico, al fine di creare la base, hanno cospirato e rimosso con la forza la popolazione indigena dei Chagos. David Vine, professore all'American University di Washington, per 8 anni ha condotto ricerche sulla storia nascosta della base "top secret". Parlerà dei Chagos e delle menzogne che hanno portato alla loro espulsione forzata, dell'uso della base nelle guerre in corso, della rete delle basi statunitensi all'estero e dei costi umani dell'impero. Statunitensi per la pace e la giustizia – Roma Un ponte per… posted by stigli | 21:32 | commenti (1) |
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domenica, ottobre 25, 2009 |
Visto che l'opposizione non lo fa, le dimissioni di Berlusconi le chiede il popolo della rete!
Su FB superati i 100.000 iscritti! E continuano a crescere!! Yo ! ![]() posted by solaria | 11:19 | commenti |
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mercoledì, ottobre 21, 2009 |
Chiedi la sospensione dell'accordo militare Israele-Italia Con un clic, invia un email ai Ministri della Difesa e degli Affari Esteri, ai Presidenti di Camera e Senato e ai Presidenti delle Commissioni Difesa e Affari Esteri. L'accordo va sospeso finché la politica israeliana non rispetterà le libertà fondamentali e i diritti umani della popolazione palestinese; finché violerà il diritto internazionale e finché non avvierà realmente una politica di pace! posted by stigli | 19:09 | commenti |
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Appello Internazionale per la Gaza Freedom March L'assedio israeliano di Gaza è una flagrante violazione del diritto internazionale che ha portato alla sofferenza di massa. Gli Stati Uniti, l'Unione Europea, e il resto della comunità internazionale sono complici. La legge è chiara. La coscienza dell'umanità è scossa. Eppure, l'assedio di Gaza continua. È giunto il momento di agire! Il 31 dicembre 2009 concluderemo l'anno marciando al fianco del popolo palestinese di Gaza in una manifestazione nonviolenta per rompere il blocco illegale. Il nostro scopo in questa marcia è rompere l'assedio di Gaza. Chiediamo che Israele ponga fine al blocco. Chiediamo anche all'Egitto di aprire la frontiera di Gaza a Rafah. I palestinesi devono avere la libertà di viaggiare per motivi di studio, di lavoro, e di cura e anche di ricevere visitatori provenienti dall'estero. Essendo noi una coalizione internazionale, non spetta a noi sostenere una soluzione politica specifica a questo conflitto. Eppure la fiducia nella nostra comune umanità ci spinge a chiedere a tutte le parti di rispettare e sostenere il diritto internazionale e i diritti umani fondamentali per porre fine all'occupazione militare israeliana dei territori palestinesi del 1967 e per perseguire una pace giusta e duratura. La marcia potrà avere successo soltanto se risveglierà la coscienza dell'umanità. Vi invitiamo tutti ad unirsi a noi. La Coalizione internazionale per la fine dell'assedio illegale di Gaza
posted by stigli | 18:58 | commenti | |
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sabato, ottobre 17, 2009 |
posted by stigli | 22:25 | commenti |